Lo strano caso dell’avvocato che pelava le patate all’interno del suo studio

pelapatateÈ una domenica di fine febbraio. Fuori c’è una nebbia pesante che ricopre tutti i tetti della città.

Ho appena finito di leggere il giornale. Fa parte del mio rito quotidiano, dopo la colazione.

Mentre finisco di bere il mio secondo caffè mi viene l’idea di scrivere questo articolo, mentre ripenso alla serata di ieri.

Cosa ho fatto ieri sera?

Niente di speciale, in fin dei conti. Ma è stato comunque emozionante, perché ho rivisto un vecchio amico che non vedevo da almeno 6 anni.

Si chiama Samuele, ed è appena rientrato in Italia dagli Stati Uniti, dove era andato molti anni fa per coronare il suo sogno … diventare uno chef.

Sin da piccolo aveva questa fissazione. Mentre io giocavo con le pistole, lui si era fatto comprare una sorta di cucina in miniatura, dove fingeva di cucinare chissà quali prelibatezze.

All’epoca non era ancora partita la moda dei grandi chef alla Cracco e qualcuno ne aveva persino messo in dubbio la virilità … In seguito le sue numerose conquiste avrebbero messo le voci a tacere.

Crescendo la passione gli è rimasta, e anzi è aumentata. Ha fatto la scuola alberghiera ed ha iniziato a fare esperienza.

Ma non gli bastava. Voleva girare il mondo per imparare nuove tecniche, voleva assaporare le ricette più esotiche per assimilarne i sapori, voleva costruirsi il suo bagaglio di esperienze e di ricette.

Aveva grandi sogni e non li ha mai abbandonati. Anzi ha sempre fatto sacrifici immensi per inseguirli. Così ha vissuto in una topaia di Anversa. Ha lavato piatti a Londra. Ha tagliato carote nel Bronx. Per poi finire a Los Angeles, dove finalmente la sua carriera ha iniziato a decollare.

Per farla breve, dopo tante peripezie e sacrifici, dopo anni di costrizioni e privazioni, è riuscito ad aprire il suo ristorante.

Sam’s Steak, una steakhouse piuttosto rinomata nei dintorni di Venice Beach. Finalmente, dopo anni passati all’ombra di qualcun altro, adesso era lui lo chef.

Il sogno di una vita finalmente si stava materializzando. E la soddisfazione sognata da bambino non era nemmeno paragonabile a quella che ha provato quando ha visto l’insegna luminosa con il suo nome.

Ebbene, proprio ieri l’ho rivisto dopo tanti anni. È rientrato in Italia per pochi giorni, giusto il tempo di sistemare alcune noie burocratiche e per rivedere amici e parenti.

Così ne abbiamo approfittato per berci un buon calice di rosso, come ai vecchi tempi.

Durante la serata mi ha raccontato di uno strano episodio che gli è capitato nei mesi precedenti, quando si è ritrovato – lui, chef di successo – a… pelare le patate! Per un lungo periodo per giunta!

Ebbene sì.

Ma com’è potuta succedere una cosa simile?

Il motivo è molto semplice (oltre che piuttosto comune) …

Ha commesso il terribile di non dare il giusto valore al suo tempo.

timeismoneyNon parlo di valore filosofico, parlo proprio di numeri. Di valore economico. Semplicemente, di saper quantificare quanto vale una sua (e una tua) ora.

Devi sapere che Samuele ha diversi aiutanti in cucina. Lui per lo più dirige i lavori, pensa a nuovi menù, e studia i costi di produzione di un piatto per potersi ricavare il margine maggiore.

Fa quello che qualsiasi chef fa insomma. O perlomeno quello che dovrebbe fare.

Fatto sta che una sera un aiuto-cuoco è malato. E per una serie di imprevisti che non ti sto ad elencare, Samuele decide di mandare l’altro aiuto-cuoco a ritirare una consegna di carne.

Pensa: “Va beh, mentre Jeff è via posso sostituirlo io. In fondo, che male c’è?”

Quindi quella sera Samuele si ritrova a fare i lavori di un qualsiasi aiuto-cuoco. Ma ciò non gli pesa, perché sa che si tratta di un’emergenza.

Anzi, a dire il vero quella situazione lo fa sentire quasi un eroe. Perché si sente un po’ come l’imprenditore che, in casi particolari, non ha paura di rimboccarsi le maniche e di mettersi al tornio o a far fotocopie.

Il problema è un altro, e qui sta l’errore principale commesso dal mio amico:

L’errore che ogni imprenditore non dovrebbe mai commettere è…
confondere l’emergenza con la normalità!

Infatti quella sera Samuele prende una drastica decisione, senza riuscire a intuire quanto sia sbagliata. Una decisione che avrebbe per sempre compromesso il successo del suo business. Si chiede se la presenza di Jeff in cucina sia poi così fondamentale.

“Beh, in fondo se do io una mano ai ragazzi, la cucina marcia senza problemi… mi basterà organizzare meglio il lavoro e darmi un po’ più da fare in prima persona.

Così facendo potrei addirittura fare a meno di Jeff, o perlomeno utilizzarlo più spesso come jolly per le emergenze al di fuori della cucina…

Ma sì, dai, potrebbe essere una bella idea. Jeff è un valido aiuto cuoco, ma con quel suo fantastico scooter è molto più utile a sfrecciare in mezzo al traffico quando ci sono commissioni da sbrigare. Qui in cucina lo sostituirò io…”

Grave errore, amico mio, grave errore.

Mette quindi in pratica questa sua nuova (folle) idea. Si rimbocca le maniche e passa il suo tempo in mezzo ai suoi ragazzi, lavorando con loro alla pari.

Passano alcune settimane. Samuele si dà da fare come non mai ed è convinto di fare il bene del suo ristorante. Pensa addirittura di RISPARMIARE, poiché non deve più assumere personale a chiamata nel fine settimana.

Perlomeno così pensa il mio amico… Sbagliando.

Intanto il tempo passa … e le cose non vanno come sperato

I clienti fanno sempre meno complimenti allo chef. Non che la qualità sia drasticamente diminuita, eppure evidentemente i piatti non escono più perfetti come all’inizio.

In cucina si respira un’aria tesa, densa di malumore. I membri dello staff lavorano in maniera confusionaria, senza saper stabilire un corretto ordine delle priorità.

E questo è comprensibile. Manca un leader, che in una cucina ha un ruolo a dir poco fondamentale. E non solo in cucina, ma in qualsiasi azienda, a dire il vero…

Nel frattempo, mentre i suoi collaboratori vanno nel pallone, secondo te che fine ha fatto il mio amico Sam?

Semplice. Sta in un angolino a… sbucciare le patate! Mentre la sua cucina va lentamente a rotoli lo chef sbuccia le patate come l’ultimo degli sguatteri, come il comandante che guarda affondare la sua nave senza nemmeno rendersene conto.

Una di quelle sere, però, improvvisamente Sam ha un’illuminazione.

Mentre pela chili e chili di patate si continua a chiedere per cosa abbia studiato e lavorato tanto.

“A cosa sono serviti tutti i miei sacrifici se ora sono di nuovo daccapo, a pelare patate come tanti anni fa quando ero l’ultimo degli sguatteri?”

Gli viene quasi da piangere. Si chiede come sia arrivato a quel punto.

Poi finalmente apre gli occhi. “Ma che caxxo sto facendo?”

angry-chefSi guarda le mani arrossate e piene di tagli. Alza lo sguardo e vede i cuochi agitati che corrono senza concludere nulla. I camerieri litigano fra loro all’ingresso della cucina. Il lavapiatti è stato chiamato da qualcuno a spadellare un filetto di manzo.

“Un filetto di manzo… con quello che costa… maneggiato da un lavapiatti?”

Sam impallidisce. E finalmente comprende il casino che ha combinato. Svolgendo ripetutamente l’attività di un suo sottoposto ha rotto tutti gli equilibri.

Con il risultato che la cucina ora è nel caos. E l’intera attività è a rischio.

Sebbene il suo nome sia sull’insegna, fa un lavoro da pochi euro all’ora. C’è qualcosa di profondamente sbagliato in tutto ciò, e finalmente anche lui lo capisce, promettendosi di rimettere a posto le cose e di riprendersi il ruolo che tanto faticosamente si era guadagnato.

A questo punto però io ti chiedo…

Quante volte ti sei ritrovato ANCHE TU a…
pelare le patate nel tuo studio, caro professionista?

Prima che tu faccia un balzo sulla sedia o inizi a insultarmi, ti chiedo un attimo di pazienza. Lasciami spiegare cosa intendo.

Anche tu hai il tuo nome sulla porta. Anche tu hai fatto anni e anni di gavetta. Hai studiato tanto, fatto sacrifici … per poi ritrovarti a svolgere mansioni da pochi euro all’ora?

Eh sì, non guardarmi storto. Non intendevo certo essere scortese. Ma la realtà è questa. Se tu vai personalmente all’ufficio postale per spedire le tue raccomandate, o vai al tabacchi per comprare i francobolli e ti metti ad attaccarli sulle tue prioritarie … beh, mi spiace dirtelo ma è come se uno chef si metta a pelare le patate.

Magari hai una piccola attività, e non puoi permetterti di assumere una segretaria. Questo lo capisco benissimo, ci mancherebbe. Però è anche vero che il tuo tempo è ben più prezioso, e dovresti passarlo a svolgere la tua professione… Non trovi?

Ammesso che invece tu una segretaria ce l’abbia, rispondi a questa semplice domanda:

CHI risponde al telefono mentre la tua segretaria è all’ufficio postale a spedire le raccomandate?

Dai, sii sincero…

Ecco, appunto… Proprio TU!

E mi dispiace dirlo ma… in fondo per te rispondere al telefono equivale a… sbucciare le patate!

Invece di concentrarti al 100% sulla professione per la quale hai studiato tanto e con la quale, potenzialmente, puoi guadagnare tanto, ti ritrovi a svolgere attività da pochi euro all’ora.

Non so con precisione quanto valga il tuo tempo. Ma segui il mio ragionamento…

time si money 2Quanto fatturi a un tuo cliente per una consulenza? 100, 200, 500 euro all’ora?

Ecco, quello sarebbe IN TEORIA, il valore del tuo tempo. Ma se in una giornata fai anche fotocopie, rispondi al telefono, bagni i fiori della sala d’attesa… ecco che il valore del tuo tempo cala drasticamente.

La storia di Samuele dovrebbe servirti da monito. In fondo il principio è lo stesso. Lui non paga il suo aiuto cuoco per andare in giro a ritirare la carne, lui lo paga per cucinare.

Così come tu paghi la tua segretaria per rispondere al telefono e per toglierti altre piccole noie. Non la paghi certo per andare all’ufficio postale lasciandoti a fare la segretaria di te stesso.

E non mi dire che rientra nelle sue mansioni, perché come hai visto costringe TE a svolgere compiti da pochi euro all’ora, riducendo sensibilmente il valore economico di una tua giornata lavorativa.

Che poi, detto francamente…

Hai mai tenuto il conto del tempo che la tua segretaria passa all’ufficio postale?

Fra attese e moduli da compilare ti assicuro che è tantissimo.

Per cui forse non è molto saggio pagare tutti quei soldi una persona solo per aspettare in fila all’ufficio postale.

Un paio d’ore a settimana, come minimo, sono sicuro che le passa così. Non so quanto la paghi, ma se anche ti costasse solo 20 euro all’ora, fanno circa 160 euro al mese, così a occhio e croce.

Quasi 2000 euro in un anno.

DUEMILA euro che tu paghi … inutilmente!

“Perché inutilmente?”, mi chiedi?

Ma come perché… Semplice, perché…

C’è qualcuno che è pagato APPOSTA per venire a ritirare le tue raccomandate!

Parlo degli incaricati di Posta Power, un servizio dedicato ai professionisti come te, e focalizzato solo ed esclusivamente sulla corrispondenza.

È anche probabile che tu abbia già sentito parlare di Posta Power, poiché ci sono molti avvocati e professionisti in tutta Italia che già ci affidano la loro corrispondenza e che sono entusiasti di questo servizio.

Ma nonostante questo, non hai mai fatto il primo passo per saperne di più … Magari è stata colpa nostra, perché non siamo stati in grado di farti arrivare le giuste informazioni sul servizio. Se così fosse me ne scuso apertamente.

O forse il problema era un altro. Magari ti sono arrivate lettere o telefonate o anche referenze di tuoi colleghi che ti consigliavano Posta Power, ma tu semplicemente… non ti fidavi.

Non fraintendermi, non posso darti torto. Capisco benissimo che ci sia una certa diffidenza, con tutti gli operatori privati che girano sbagliando i recapiti, consegnando in ritardo, perdendo raccomandate – o magari addirittura buttandole via …

Ahimè, ti capisco eccome!

Eppure c’è una differenza. Nel caso di Posta Power c’è un esercito (letteralmente un ESERCITO) di tuoi colleghi entusiasti del servizio e pronti a raccomandartelo.

Non ci credi?

Guarda qui, ad esempio. 

E molti altri te ne posso segnalare nella tua città, se me lo richiedi.

Per farlo ti basterà compilare il modulo apposito e sarai ri-contattato al più presto, e senza alcun impegno, dal responsabile della tua città.

Ricorda la storia del mio amico. Se non vuoi trovarti mai più a “pelare patate” all’interno della tua attività il primo passo da compiere è cliccare qui, liberare il tempo che di solito perdi appresso alla corrispondenza e dedicarlo ad attività più piacevoli e remunerative.

A presto,

Marco Lutzu.

P.S.

Visto che si è parlato di cucina … sappi che il piatto forte l’ho lasciato per la fine. Non ti ho detto, infatti, che la corrispondenza che affidi a Posta Power è coperta da una garanzia che nessun altro operatore postale può offrirti in Italia (né altrove):

Ritiriamo in tempo. Consegniamo in tempo. O è GRATIS!

Esatto, proprio così. Questo è l’unico servizio postale garantito.

… Ma NON è finita qui!

Te l’avevo detto che il piatto forte arrivava alla fine!

Per permetterti di testare il servizio ti ho riservato un buono del valore di 50 euro che potrai usare per spedire le tue lettere, a costo zero. Così non pagherai né il servizio di ritiro né gli stessi prodotti postali. Insomma è come se io materialmente venissi nel tuo studio e ti regalassi una banconota da 50 euro.

Cosa devi fare per togliermi dalle tasche questi 50 euro sgualciti?

Semplice. Compila questo formulario e sei a posto. Ma non metterci troppo, perché sto iniziando a ripensarci … Dopo che tutti questi professionisti mi stanno scambiando per un bancomat umano sto cominciando a chiedermi per quanto ancora posso andare avanti a regalare in giro cinquantini in questo modo …

Quindi se non vuoi rischiare di arrivare quando ormai le mie tasche saranno vuote come il ristorante di Sam negli ultimi tempi … allora richiedi subito il tuo buono!

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