Come uscire fuori in 60 secondi dall’ufficio postale anche se non sei Nicolas Cage

DinamiteIl conto alla rovescia procede inesorabile.

Manca solo una manciata di secondi alla detonazione.

Non c’è tempo da perdere. Bisogna assolutamente capire quale sia il filo da tagliare.

Una goccia di sudore ti scende lentamente sulla fronte, come una lama affilata che ferisce la confusione dei tuoi pensieri.

7… 6… 5…

Manca poco ormai. DEVI prendere una decisione.

4… 3… 2…

NON puoi più aspettare. Devi decidere. Taglia un filo. Uno qualsiasi. Ma TAGLIA!

1…

(…)

È inutile che mi guardi così. Ormai è fatta, mio caro.

Se tu fossi il protagonista di un film d’azione hollywoodiano non faresti certo una bella figura, lasciatelo dire. Però ho una buona notizia per te:

Se ogni giorno ti sembra di vivere una corsa contro il tempo, allora posso svelarti chi è il tuo principale nemico — e come NEUTRALIZZARLO!

Non importa che tu sia avvocato o geometra, amministratore di condominio o notaio. Ciò che conta è che sei abituato a vivere ogni giornata lavorativa con il coltello fra i denti.

Magari hai iniziato da poco la tua attività, o per varie ragioni non hai ancora assunto una segretaria. Per contenere le spese, ovviamente.

[Se invece NON rientri in tale categoria ma hai una segretaria che sbriga le tue commissioni – compreso andare all’ufficio postale al posto tuo – allora ti consiglio vivamente di NON LASCIARTI SFUGGIRE quest’altro articolo, che parla proprio di te! Quindi lascia pure questa pagina e clicca qui per scoprire lo strano caso dell’avvocato che pelava le patate nel suo studio… mentre la sua segretaria andava all’ufficio postale!]

Tornando a noi… Ti capisco. Eccome se ti capisco. In fondo anche io ci sono passato, e come te tantissimi professionisti cercano di rimanere a galla facendo tutto quanto da soli. Eroicamente.

Eh sì, perché se riesci a esercitare la tua professione e a sbrigare tutte le commissioni quotidiane senza l’aiuto di una segretaria, c’è solo una parola per definirti. E quella parola è proprio EROE.

La tua giornata tipo infatti farebbe impallidire molti professionisti affermati. Parlo di quelli che hanno a disposizione un esercito di segretarie e un plotone di praticanti e apprendisti.

Facile andare in guerra così, non trovi?

Ma che dire invece di quelli come te che vanno ogni giorno in battaglia armati fino ai denti e devono neutralizzare il fuoco nemico totalmente da soli?

Non mi fraintendere. Non ti sto dicendo che chi ha a disposizione dei collaboratori stia sbagliando, o che se un giorno tu ne avessi la possibilità non dovresti assumerne …

frettaCi mancherebbe … Dico solo che so quanto è difficile essere in ufficio alle 7:30 di mattina per risolvere le beghe più scomode PRIMA che il telefono inizi a suonare ininterrottamente. Approfittare del silenzio del mattino per far due fotocopie in santa pace prima che il caos quotidiano prenda il sopravvento … Come quando stampi per sbaglio due volte lo stesso certificato perché in quel momento sei al telefono con un cliente che ti riempie di domande e ti manda in confusione.

Poi alle 9:00 hai il primo appuntamento della giornata. Il primo di una lunga serie.

Alle 11:30 però devi lasciare tutto perché devi scappare in municipio a rinnovare la carta di identità, perché gli uffici pubblici a mezzogiorno in punto chiudono i battenti. Ma mentre sei per strada, ti ricordi anche che dovevi fermarti a comprare le buste bianche, perché sei rimasto senza …

E quindi corri. Corri sempre. Corri senza mai fermarti.

E no, non parlo di Forrest Gump. Parlo di vere e proprie corse contro il tempo. Stile film d’azione hollywoodiano.

Hai presente?

fuori in 60 secondiFuori in 60 secondi a te ti fa un baffo. Tu in 60 secondi sei abituato a saltar su al volo in metropolitana mentre rispondi a un’email e con l’auricolare stai chiamando un cliente che non ti salda le sue fatture.

La tua vita è un’unica corsa contro il tempo. Fra “esplosioni” e fughe rocambolesche dai vigili urbani che come unica missione hanno quella di dar la caccia alla tua macchina in doppia fila.

E allora corri. Corri sempre. Che altro puoi fare?

L’orologio è il tuo tiranno. Perché continui a guardarlo e lui – il maledetto – non rallenta mai. Anzi, sembra andare sempre più veloce.

Poi la tragedia. Sei già di fretta, come sempre, e non vedi l’ora di tornare in ufficio perché hai mille cose da fare e già ti vedi alle nove di sera ancora lì a sbrigare pratiche. E poi appunto il dramma.

Devi spedire una Raccomandata 1. Mezzogiorno è passato da un po’. E quella R1 deve partire ASSOLUTAMENTE oggi.

Hai poco tempo.

Il conto alla rovescia si fa asfissiante.

Hai 15 minuti prima che le Poste chiudano. Sei lontano, ma ce la puoi fare.

Sali in macchina, e parti. Dopo tre metri becchi il primo semaforo rosso.

“Devo mantenere la calma”, ti continui a ripetere. “Devo stare calmo… Ce la farò, dai, ce la posso fare”.

Ma il semaforo rimane rosso. Tu picchietti le dita sul volante e tieni gli occhi sbarrati sull’orologio della tua auto. Lo fissi. E intanto nella tua mente percorri mentalmente la strada fino all’ufficio postale, pensando a qualche scorciatoia.

Ma niente. Più o meno le strade che conosci sono tutte uguali, quindi devi rassegnarti e sperare di fare in tempo.

“Calmo… Stai calmo”. Le mani ti iniziano a sudare, e senti il cuore in gola. Hai paura di non fare in tempo e l’ansia sale.

Finalmente diventa verde. Parti. E dopo 20 metri entra in strada un camioncino frigorifero, di quelli che distribuiscono latticini ai negozi di alimentari. Di quelli che se va bene vanno ai 35 all’ora.

Qui inizi a perdere la calma. Ti abbandoni a un’imprecazione che non riporto qui solo perché sono un signore e non vorrei farti fare brutta figura.

(Ma sappi che ti ho sentito…)

Provi a superare, rischiando la patente, ma niente. Il traffico è troppo fitto.

Allora ti metti il cuore in pace e ti abbandoni alla rassegnazione. Se non altro come autodifesa per non farti venire un infarto per l’ansia.

Continui il tuo percorso e FINALMENTE arrivi nella parallela delle Poste, dove di solito lasci la macchina. È un senso unico, e manco a dirlo oggi non c’è nemmeno un posto libero.

“Senti, oggi non ho tempo per cercare un parcheggio, la butto là in seconda fila o su un passo carrabile, ci metto le quattro frecce e via… Tanto faccio veloce!”

Mmmh… Sei sicuro? Pensi davvero che sia possibile “far veloce”… all’ufficio postale? Poco prima della chiusura per giunta?

Eh no, penso proprio che questa volta tu ti sbagli di grosso. Poi però non dire che non ti avevo avvisato.

E infatti… Lasci la macchina ai limiti dell’arresto, con una ruota sul parcheggio per disabili e il resto della macchina in parte davanti a un cassonetto e in parte davanti a un passo carrabile privato.

Ma non hai tempo da perdere. In fondo nei film americani li hai mai visti fare attenzione ai divieti di sosta?

E che diamine, quando il tempo stringe bisogna solo CORRERE. Il conto alla rovescia non fa sconti a nessuno, e non ti aspetta se tardi.

Quindi scendi dalla macchina e corri verso l’ufficio. In testa hai un solo pensiero. Ma così grande che quasi ti toglie il respiro:

“speriamo che non ci sia troppa fila…”

Suvvia, allora oggi sei proprio in vena di scherzi! Alle Poste? Non ci sia fila?

Ma daaai, ma smetti di scherzare!

Arrivi trafelato sul marciapiede, hai fogli che ti cadono ovunque mentre la sciarpa di sta cadendo e il freddo ti entra nelle vene. Sei sceso di corsa e non ti sei nemmeno allacciato il cappotto.

Ti avvicini all’ufficio postale e già da fuori vedi l’inferno. Un mare di teste bianche e scure in fila. O meglio, non proprio in fila, ma sparse in tutto l’ufficio.

Il caos. Lì dentro regna il caos.

Tu rimani un attimo bloccato sulla porta. Impallidisci. Guardi l’orologio. Guardi la folla davanti a te. Guardi di nuovo l’orologio.

Ti passi una mano sul volto per la disperazione. E rimani lì immobile, sopraffatto dall’ansia, dallo stress, dalla delusione, dalla rabbia.

Se la tua vita fosse veramente un film d’azione, ti avviso che a questo punto la bomba sarebbe esplosa e la bella ragazza di turno sarebbe morta nello schianto. E tu NON l’avresti salvata.

Visto che però non sei tu il protagonista del film, diciamo che ti è andata un po’ meglio…

O forse no?

In fondo, a questo punto, fare un’ora di fila non è un po’ come un finale apocalittico per la tua mattinata?

Ebbene sì, caro mio. Perdere un’ora alle Poste quando hai a malapena il tempo di andare in bagno, non mi sembra una scelta molto furba. Perché:

Se la tua vita fosse un film d’azione, l’ufficio postale sarebbe il tuo Nemico Pubblico n° 1.

Ma torniamo alla storia. Immagino tu voglia sapere come va a finire…

Va a finire che tu sei lì sulla porta. Rassegnato. Senza parole. Pallido come uno straccio. Ma alla fine ti dici che non hai altra scelta.

Schiacci il pulsantino e prendi il numerino.

Ti guardi intorno e ti metti il cuore in pace. Ti rassegni ad aspettare. Il cuore ancora ti va a mille per le tante corse, ma a questo punto non puoi più pensare all’ora e agli impegni.

Devi dimenticare ogni cosa e una volta per tutte finalmente rassegnarti all’attesa. Le corse, per il momento, sono sospese.

A quel punto ti suona il telefono.

“Buongiorno Avvocato Rossi, sono Marco Lutzu di Posta Power, si ricorda di me?”

“Sì, sì, sìiiiii che mi ricordo! Ma ti ho detto almeno mille volte che il vostro servizio non mi interessa!!!”

“Capisco Avvocato. Ne ha tutto il diritto … La chiamavo solo per dirle di girarsi verso destra”

“Come scusi?”, chiedi tu, perplesso. Ma senza pensarci troppo ruoti lentamente la tua testa e mi vedi, al di là del vetro dell’ufficio postale, si sono proprio io!

Mi riconosci perché proprio pochi giorni prima sono passato per l’ennesima volta nel tuo ufficio proponendoti una soluzione fantastica per gestire la tua posta ma tu non mi avevi nemmeno permesso di sedermi.

“Le dicevo, Avvocato, che stavo passando nella parallela qua dietro e l’ho vista scendere da una BMW bianca… Quindi è sua quella qui dietro, vero? No perché subito dopo che lei è sceso si è fermata una macchina dei vigili e ora le stanno facendo una multa…”

“Dannazione…” borbotti fra i denti…

“Come dice, Avvocato?”

“Ma… scusa una cosa Marco, visto che ci siamo… Ma voi non le fate le R1, vero?”

“Perché mai non dovremmo, Avvocato?”

“Ma… Ma voi davvero passate a ritirare la posta nel mio studio, come mi dicevi l’altro giorno?”

“Certo Avvocato, se no che ci stiamo a fare?”

“Ma… Ma poi mi riportate anche le ricevute?”

“Ma ovviamente, ci mancherebbe altro! Che faccio le butto via? Mica siamo una delle tante PostalFiume che ci sono in giro!”

E a questo punto capisci che forse avresti dovuto farlo sedere quel ragazzo. Che quando ti aveva chiamato avresti dovuto concederglielo quell’appuntamento, giusto per capire di cosa si trattava.

Capisci che volevi fare l’eroe, ancora una volta, ma che il Nemico Pubblico n°1 forse è troppo anche per te.

Per quanto tu sia un eroe e ti senta il protagonista di un film, contro le Poste non puoi farcela da solo.

Se non vuoi perdere il tuo tempo, l’unica cosa che puoi fare è affidarti a qualcuno che sia specializzato nella gestione della posta, e che ti possa far risparmiare un mucchio di tempo prezioso.

Vuoi sapere come?

Se vuoi scoprirlo subito ti basta compilare l’apposito formulario per richiedere informazioni e ricevere un buono omaggio del valore di 50 euro da utilizzare per le tue prime spedizioni. Sarai ricontattato senza impegno dal tuo responsabile di zona, che risponderà a tutte le tue domande e ti porterà il buono in questione.

Solo così riuscirai veramente a neutralizzare il Nemico Pubblico n° 1, e a garantire finalmente un lieto fine alle tue giornate, come nei migliori film d’azione di Hollywood. Con l’eccezione che questa volta sarai veramente tu il protagonista!

Ma non rimandare ulteriormente.

Clicca SUBITO qui per richiedere informazioni gratuite sui servizi di Posta Power.

Alla prossima avventura!

Marco Lutzu.

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